Il business del reato di immigrazione clandestina e la questione sulla nazionalità.


Non si dovrebbe rilasciare la nazionalità di uno stato della comunità europea soltanto a chiunque nasce nel territorio di uno stato europeo, i requisiti per ottenere la cittadinanza dovrebbero essere che almeno uno dei genitori sia un cittadino della UE e il raggiungimento della maggiore età o in  alternativa dopo dieci anni di residenza , ma non dovrebbe essere una condizione determinante. Questa posizione si rende necessaria per tutelare l’integrazione. Altrimenti vi sono persone che pur essendo nate in Italia da genitori stranieri e che quindi risultano essere cittadini italiani, non si integrano per scelta o per cultura. Leggono il giornale solo nella propria lingua, guardano la tv tramite l’antenna parabolica solo nella loro madrelingua, al lavoro e in famiglia parlano solo nella lingua del loro paese.
A scuola ci vanno perché ci devono andare, e non perché ci credono, e non per imparare. E i docenti se li devono tenere generando il binomio scuola-parcheggio che incentiva la scuola privata.
La nazionalità dovrebbe essere concessa a chi si integra, anche se non è nato in Italia, e per integrarsi serve sapere un po’ di italiano, un po’ di lineamenti di storia, di geografia, di politica, di diritto italiano e della comunità europea. E quindi si dovrebbe istituire un esame con cadenza annuale a ciò preposto, caro signor ministro dell’integrazione, costituito da un test di lettura e da una prova di scrittura, tipo il tema della licenza media e da una serie di quiz di cultura italiana (un centinaio di quiz da svolgere in due ore con massimo dieci errori, tratti da un database di mille quiz). Quiz di storia, geografia e diritto, e per esempio anche sui principali articoli della costituzione. Questo esame può essere sostituito dal conseguimento del biennio con esito positivo di una scuola superiore, che ora fa parte della scuola dell’obbligo.
Oltre a questo esame, un altro requisito fondamentale dovrebbe essere l’assenza di qualsiasi condanna, almeno di non avere ottenuto dal tribunale la sentenza di riabilitazione.
Oltre a questo esame, un altro requisito fondamentale per ottenere la cittadinanza dovrebbe essere il possesso della residenza da almeno 10 anni e non avere morosità con l’Esatri o con l’Equitalia.
Ovviamente dovrebbero essere soggetti al test chiunque intende richiedere la cittadinanza di un paese della comunità europea, non basterà più sposarsi con un italiano, magari con un matrimonio di interesse per poi divorziare, al fine di ottenere la cittadinanza.
L’italia è l’unico paese della UE in cui si acquisisce la cittadinanza per nascita e non per integrazione.
Se l’aggravante della clandestinità è incostituzionale (Corte Costituzionale, sentenza 08.07.2010 n° 249), allora bisognerebbe modificare il reato di immigrazione clandestina previsto dalla legge n°94/2009 e per non fare il gioco dei trafficanti di vite umane con le carrette del mare, a cosa serve mettere un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro per lo straniero che entra illegalmente nel territorio dello Stato? Quando mai pagherà quei soldi? Inseriamo, invece, una pena detentiva da due anni a cinque anni di reclusione da scontare nella nave centro di accoglienza, in modo da scoraggiare l’immigrazione clandestina dettata dai mercanti di morte che invogliano a vendere ogni bene come la casa di famiglia per acquistare un biglietto senza ritorno promettendo un lavoro facile che poi in realtà consiste in prostituzione spaccio e attività illecita.
Basterebbe ancorare al largo di Lampedusa una vecchia nave da crociera che raccoglie i clandestini con tanto di ufficio decentrato del giudice di pace, ospedale, dentista, mensa, alloggi, palestra, piscina, cinema, biblioteca, scuola linguistica e professionale. Una nave in grado di offrire il massimo dell’accoglienza nel rispetto della Costituzione. Un vero e proprio centro di accoglienza, di identificazione ed esplusione, i cosidetti Cie, per i casi previsti che per esempio non rientrano nell’asilio politico, nel ricongiungimento familiare. Quando la nave sarà piena, con cadenza annuale, farà una serie di scali tecnici in Francia, in Spagna, in Germania per fare rifornimenti di gasolio, acqua, viveri, manutenzione, in modo da sensibilizzare il problema a livello europeo.
Già c’è tanta disoccupazione fra i nostri concittadini e i clandestini non trovando lavoro cosa possono fare? Saranno costretti ad andare a rubare per mangiare qualcuno afferma e giustamente aggiungo io.
Poi c’è l’evento del lutto nazionale quando tra il 2 e il 3 ottobre 2013 un barcone affonda per un incendio e muoiono in circa duecentocinquanta persone a pochi metri dalla battigia dell’isola dei Conigli e la presidente della camera Laura Boldrini in delegazione va ad affrontare il tema dell’obbligatorietà etica e penale del soccorso in mare, soccorrere è un dovere e non soccorrere è un reato, dimostrando di non saper affrontare il problema alla radice ora che non c’è più il comodo Gheddafi, che in qualche modo conteneva il traffico di vite umane. L’onororevole Boldrini dovrebbe affontare la riformulazione della Bossi Fini, che non è in grado di contrastare il fenomeno, certo fintantochè un ministro dell’integrazione propone l’abolizione del reato dell’immigrazione clandestina spacciandolo per diritto civile, facendo in questo modo il gioco dei mercanti della morte. Ma forse torna utile fare questo gioco per sfruttare il business dei finanziamenti che elargisce l’Europa per ogni clandestino che viene accolto.

Con l’abrogazione del reato di immigrazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato, quindi si snellisce la giustizia? O almeno questo dovrebbe esserne l’intento… Ma qualcuno invece preferisce affermare agli italianis tasse, ai clandestini servizi.

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mi considero un esperto di pubblica amministrazione
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4 risposte a Il business del reato di immigrazione clandestina e la questione sulla nazionalità.

  1. angelo ha detto:

    io penso che codesta cosa dovrebbe essere fatta a chiunque non abbia approfondito la scuole e quindi non avendo diploma…
    io facendo la maturità devo sostenere questi esami compreso di quota obbligatoria per il rilascio della cittadinanza..io dico è giusto anche per chi avesse come me una qualsiasi storia dietro e avesse le competenze adatte a superarle, percui, perchè le persone che hanno queste difficoltà e non andando a scuola e pur essendo figli d’italiani non devono farle e avere diritto per nascita alla cittadinanza?
    io dico facciamo fare un esame a 18 anni a chiunque italiano o non che non abbia finito la scuola per mantenere/prendere la cittadinanza, così da aumentare la disciplina scolastica il rendimento e quant’altro…
    facciamo si che l’italia si riprenda..

  2. eterox1960 ha detto:

    ma una corcera a 5 stelle palestre e piscine già è tanto che li salvano la vita e li portano in centri di accoglienza

  3. jho ha detto:

    il problema dell’immigrazione in Italia purtroppo è un problema molto grave e frequente e affrontarlo nonostante le svariate idee non è facile. Ci sono stati come la spagna in cui è capitato che a questi barconi gli si spari dietro con proiettili di gomma “convincendoli” a tornare indietro in italia si cercano di rispettare di piu i diritti dell’uomo quindi si accolgono ma è giusto? non c’è una vera risposta a questa domanda! Certo c’è da dire che questi immigrati arrivano qui in italia e tra la crisi e comunque il fatto che non si posso trovare lavori legali essendo immigrati molti finiscono a lavorare in nero e i meno fortunati a fare lavori poco onesti e in altri casi si fanno incarcerare per passare i mesi invernali al caldo con tre pasti al giorno senza dover fare niente questo secondo me non è giusto! pero loro cercano fortuna in italia perche le condizioni nei paesi di origine sono disperate come lo erano una volta gli emigranti italiani.
    il fatto di accoglierli con la nave puo essere giusto ma sarebbero comunque spese che lo stato italiano potrebbe evitare pero forse si accorcerebbero i tempi di giudizio per queste persone che stanno in attesa mentre se ci fosse la nave potrebbero o essere identificati e o rimandati al paese di origine o accettati all’interno del nostro stato, ma come dice eterox1960 non una nave a 5 stelle ma giusto con il minimo indispensabile per rispettare i diritti dell’uomo e che duri il tempo necessario per l’identificazione e per decidere il dafarsi di ogni immigrato!

  4. mario ha detto:

    il punto è il commercio indotto connesso con l’immigrazione della gernte che ci lucra

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